Il patrimonio
Il patrimonio immobiliare del Fondo Edifici di Culto, diffuso su tutto il territorio nazionale, è costituito da circa settecentocinquanta edifici sacri, centinaia di proprietà utilizzate come caserme, negozi ed abitazioni, fondi rustici, cascine ed aree forestali.
Le oltre settecentocinquanta chiese appartenenti al F.E.C. vengono solitamente concesse in uso gratuito per fini di culto all'Autorità Ecclesiastica; molte sono quelle di rilevante valore storico-artistico. Se ne citano qui solo alcune, di conclamata notorietà: San Domenico, Santa Maria dei Servi e la Chiesa del Corpus Domini a Bologna; Santa Croce, Santa Maria Novella e San Marco a Firenze; Santa Maria in Aracoeli, Santa Maria del Popolo, Sant'Andrea delle Fratte, Santa Maria della Vittoria, Sant'Ignazio, Santa Francesca Romana, Santa Maria sopra Minerva, Sant'Andrea della Valle e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio a Roma; Santa Chiara con l'annesso monastero, San Domenico Maggiore e San Gregorio Armeno a Napoli; la Chiesa del Gesù – Casa Professa e Santa Maria dell'Ammiraglio o della Martorana a Palermo.
Innumerevoli opere d'arte e gli arredi di pertinenza degli edifici sacri, che costituiscono spesso splendidi esempi di artigianato artistico orafo, ligneo e tessile, fanno parimenti parte del patrimonio del Fondo.
Gli autori illustri dei capolavori ospitati nelle chiese del F.E.C. annoverano Michelangelo Buonarroti, Guido Reni, Paolo Veneziano, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini, Domenico Antonio Vaccaro, il Cavalier d'Arpino, Bernardino Luini, Francesco Francia.
Appartengono al F.E.C. anche interessantissime aree museali, quali: le "case romane" sottostanti la già ricordata Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio, ricco sito archeologico il cui nucleo principale è costituito da una domus su due livelli, del II secolo d.C., unica per ricchezza decorativa e stato di conservazione; il Museo dell'Opera di Santa Chiara e l'adiacente chiostro maiolicato, nell'omonimo monastero partenopeo e la Sala degli Arredi Sacri, all'interno della Basilica di San Domenico Maggiore, sempre a Napoli.
Se la parte più consistente e rappresentativa del patrimonio del Fondo Edifici di Culto è costituita da chiese e conventi, va comunque ricordato che appartengono al F.E.C. anche numerosi beni di altra natura, dagli immobili alle aree forestali, tra cui quelle di Quarto Santa Chiara, in provincia di Chieti, e di Monreale e Giardinello, in provincia di Palermo. In questo settore un posto di spicco è rivestito dalla foresta di Tarvisio, un’estensione di circa 23.000 ettari, situata all’interno della provincia di Udine in prossimità del confine con Slovenia ed Austria: si tratta di un'area naturale incontaminata, la cui biodiversità è strettamente tutelata e altamente apprezzata per la presenza di esemplari rari di flora e fauna. La Direzione Centrale amministra il patrimonio boschivo attraverso convenzioni con il Corpo Forestale dello Stato, per un’efficace azione di salvaguardia dei beni naturalistici.
Il Fondo Edifici di Culto annovera fra i suoi beni anche un interessante fondo librario antico, custodito nella biblioteca della Direzione centrale, che comprende circa 400 volumi, il primo dei quali risale al 1552. Le edizioni, di grande pregio storico, ma anche artistico per le splendide illustrazioni eseguite con incisioni xilografiche e calcografiche, provengono per la maggior parte dai conventi delle congregazioni religiose soppresse ed hanno come tema il Diritto canonico e civile, la letteratura e la filosofia.





