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09.10.2009
XXVI Assemblea annuale - seconda giornata, sessione mattutina: federalismo e ‘nuovi comuni’ i temi al centro del dibattito
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Federalismo e ‘nuovi comuni’ sono stati i temi centrali del dibattito che ha animato la sessione mattutina della seconda giornata di lavori della XXVI Assemblea Anci a Torino.
Al tavolo, presieduto dal sindaco di Cagliari Emilio Floris, sono intervenuti sindaci ed amministratori locali. Presente anche il presidente del comitato di indirizzo scientifico dell’Anci Franco Pizzetti. Intervenuto il Sottosegretario del ministero dell’Interno con delega agli enti locali Michelino Davico.
«Ad inizio legislatura la delega affidatami per gli enti locali rischiava di essere un controsenso in un sistema innovatore» – lo ha detto il sottosegretario Davico affermando che la riforma federalista «è una battaglia condotta in costante raccordo tra tecnici e politici» e «noi siamo l’Anci nel governo» riconoscendo in questa associazione il «rappresentante dei comuni italiani nel processo di riforma». Un’azione che «parte dai conti, passa attraverso la gestione politica, istituzionale per arrivare ai comuni, soprattutto quelli piccoli, il punto di sintesi più importante», ha proseguito Davico, indicando in questo percorso «lo spirito della riforma». «Un’efficiente gestione associata degli interventi – ha affermato – è la strada da percorrere». «Bisogna affrontare la sfida con coraggio, ma anche con pragmatismo efficace ed effettivo» ha sottolineato, aggiungendo che il cambiamento da realizzare è «senza pit-stop» e che «serve lavorare sulla strada della ricerca insieme agli enti. Una strada della responsabilità che premia chi fa bene». Il sottosegretario Davico ha infine evidenziato la tempestività con cui il governo, attraverso il ministero dell’Interno, ha provveduto «con congruo anticipo» al trasferimento agli enti locali delle risorse destinate al recupero dei tagli sugli introiti ICI prima casa.
«La riforma federalista deve perseguire due obiettivi: la semplificazione istituzionale e quella amministrativo-burocratica», ha affermato il sindaco di Cagliari Floris aprendo il dibattito. Ha poi aggiunto che «serve un quadro ordinamentale chiaro e preciso per garantire ai cittadini servizi migliori» che tenga conto del principio di sussidiarietà e di solidarietà. «“E’ sul federalismo – ha precisato - che si gioca l’importante ruolo dei nostri comuni», definendoli «il primo baluardo a difesa del cittadino».
«Il federalismo istituzionale e quello fiscale si intrecciano» – ha proseguito il sindaco di Bologna Flavio Delbono che ha proposto di «lasciare il fondo di perequazione e la gestione di alcuni tributi ad una qualche geometria variabile».
«Il federalismo è un processo lungo che deve essere realizzato rapidamente» - è stato il commento del presidente Pizzetti – «e richiede una forte capacità di indirizzo politico condiviso». Ha poi sottolineato tre aspetti essenziali per giungere alla realizzazione dell’obiettivo: un modello di governance adeguato, una governance che incroci e veicoli le informazioni evitando la moltiplicazione di banche dati ed il riconoscimento di un ruolo istituzionale per l’Anci.
Il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha sostenuto la validità del progetto di riforma federale. Tale progetto «rappresenta una rivoluzione copernicana del sistema» - ha detto - «la cui impostazione è improntata alla razionalità e all’efficienza», precisando che «la politica della virtuosità dei comuni passa anche attraverso un’azione di rigore».
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