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28.11.2002
Le risposte del Ministro Pisanu alle interrogazioni formulate nel corso del question-time del 26 novembre 2002
Il Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha replicato, il 27 novembre alla Camera dei Deputati, alle interrogazioni a risposta immediata che riguardavano la seconda fase della procedura di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari e le misure adottate per contrastare il fenomeno delle rapine nelle ville.
La seconda fase della regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari irregolari
Le domande pervenute per legalizzare lavoratori extracomunitari sono circa 700 mila, con una
forte concentrazione nelle città metropolitane. La prima fase di questa complessa operazione si è
conclusa senza creare alcun problema né agli interessati né alle strutture pubbliche. La seconda
fase prevede la convocazione degli interessati tramite il centro servizi delle poste italiane e
l'apertura di sportelli polifunzionali che consentiranno il contestuale svolgimento di diversi
adempimenti in un'unica sede.
In molti casi gli sportelli polifunzionali, istituiti già da tempo presso ogni prefettura o
ufficio territoriale di Governo, comprendono più postazioni operative. Già dal mese di ottobre le
poste hanno inviato le prime domande alle prefetture e trasmesso i relativi elementi al centro
elaborazione dati della pubblica sicurezza sito, come è noto, a Napoli.
Diverse prefetture, dopo aver ricevuto il prescritto nulla osta da parte delle questure,
hanno già effettuato le prime convocazioni. Il nulla osta viene rilasciato, in media, entro cinque
giorni lavorativi, salvo la necessità di ulteriori approfondimenti. L'obiettivo generale è di
rispettare i tempi fissati dalla legge e, tramite il monitoraggio delle procedure, di intervenire
nelle situazioni critiche con personale di rinforzo.
Ove il datore di lavoro deceda prima del completamento della procedura di regolarizzazione,
il lavoratore stesso potrà permanere sul territorio nazionale per lo stesso periodo e con le stesse
modalità già previste dall'articolo 22 del vigente testo unico n. 286 del 1998.
Le misure di sicurezza adottate per contrastare il fenomeno delle rapine nelle ville
All'omicidio del signor Paolo Biasiolo le forze dell'ordine hanno reagito
prontamente con numerose perquisizioni domiciliari, con il controllo di edifici ed aree dismesse e
con l'avvio delle procedure per l'espulsione di 40 persone. Per potenziare il piano coordinato di
controllo sono state inviate sul territorio 60 unità dei nuclei dei reparti di prevenzione.
Rilevo che sul piano nazionale, dall'inizio dell'anno sino al 20 novembre, le rapine in
abitazioni si sono ridotte dalle 263 del corrispondente periodo dello scorso anno a 233. Nelle
regioni maggiormente colpite, che sono la Lombardia con 64 rapine, il Veneto con 28 rapine e
l'Emilia Romagna con 12, è tuttavia già evidente, rispetto al 2001, una netta riduzione del
fenomeno pari, rispettivamente, a circa il 40 per cento, il 33 per cento ed il 50 per cento. La
diminuzione è dovuta alle specifiche strategie di contrasto ed ai controlli mirati posti in essere
a partire dal settembre 2001.
Per quantificare i risultati, faccio presente che nei primi dieci mesi di quest'anno sono
state tratte in arresto, per vari reati, 107 persone e altre 265 sono state denunciate. Inoltre,
sono state recuperate 23 autovetture rubate e sono state effettuate 233 perquisizioni domiciliari e
160 perquisizioni personali. In particolare, per rapine in abitazioni, sono stati arrestati 22
cittadini italiani e 61 extracomunitari, di cui 44 albanesi.
Ricordo infine che nei prossimi giorni firmerò - come è già avvenuto per altre regioni - un
protocollo d'intesa con la regione Veneto, che riguarderà: l'aggiornamento professionale congiunto
del personale delle forze di polizia, dei corpi di polizia municipale e di altri operatori della
sicurezza; la collaborazione in tema di sistemi informativi; lo sviluppo di sinergie tra le sale
operative; la razionale ed efficace distribuzione degli immobili per le sedi di forze di polizia e
di corpi di polizia municipali.






