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12.02.2009

Maroni: «Compito della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno è formare coloro che dovranno garantire per tutti il principio di legalità, stella polare dell’azione di governo»

Inaugurato l’anno accademico 2009 della SSAI. Durante la cerimonia, l’intervento del presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick

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Diritti fondamentali, riforme istituzionali, ruolo del sistema formativo pubblico. In questa cornice tematica si è aperto l’anno accademico 2009 della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, inaugurato oggi a Roma, presso la sede di Via Veientana, dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, alla presenza del presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick che, dopo il saluto di apertura del direttore della Scuola Adriano Soi, ha tenuto una prolusione sul tema 'La giustizia costituzionale oggi: gli approdi e le prospettive'.

Flick e Maroni alla SSAINella prolusione – vera ‘lectio magistralis’ sul ruolo assolto nell’ultimo cinquantennio dalla Corte Costituzionale e sulle prospettive future, alla luce dei 60 anni della Costituzione da poco compiuti – il presidente Flick si è soffermato sulla tutela dei diritti fondamentali e sulle riforme istituzionali necessarie per attuare il principio di sussidiaritetà sancito dall’articolo 118 della Carta costituzionale, improntata al più ampio autonomismo.

In quest’ottica, ha affermato il presidente, la Corte dovrà vegliare sull’equilibrio tra il rispetto del principio di unità nazionale e il percorso di riforme relative ai rapporti tra Stato ed autonomie locali, soprattutto per quanto riguarda la definizione delle competenze normative ed amministrative e l’attuazione del decentramento fiscale. Per compiere questo adeguamento costituzionale sono necessarie riforme istituzionali parlamentari – l’istituzione di una Camera delle Regioni – e fiscali. 

«Si deve procedere – ha affermato Flick – con urgenza alla modifica dei meccanismi di raccolta dei fondi pubblici», per consentire alle Regioni di erogare quei servizi di prossimità – i diritti sociali – che rientrano nelle loro competenze. Resta, invece, «riservata allo Stato l’individuazione dei diritti fondamentali dell’individuo», imprescindibili in una democrazia costituzionale, soprattutto di fronte all’emergenza terrorismo a livello internazionale.

Sui temi dei diritti fondamentali, della sicurezza e dell’autonomismo si è soffermato nel suo intervento il ministro Maroni che, richiamandosi spesso alle parole del presidente Flick, ha sottolineato il ruolo centrale del ministero dell’Interno in questa stagione di riforme. «Soprattutto in questa fase, in cui sono in vista profondi cambiamenti istituzionali, in particolare il federalismo fiscale – ha affermato il ministro - è necessaria un’inversione di prospettiva che impone di rivedere l’approccio del Governo centrale, e quindi del ministero, verso i Governi locali ed i cittadini».

Il Codice delle autonomie che verrà presentato la settimana prossima in Consiglio dei ministri, ha proseguito Maroni, vuole modernizzare il sistema dei rapporti tra Stato ed autonomie rendendolo più aderente al principio di sussidiarietà. Eliminando, ad esempio gli enti intermedi, ma rispettando l’identità dei piccoli comuni di cui si compone l’Italia.

Tutto ciò nel quadro del sistema di controllo europeo, un sistema di garanzia democratica che rafforza il rispetto dei diritti da parte dei Governi. Per questo, ha proseguito Maroni, è inaccettabile il paragone tra le misure governative in tema di sicurezza ed immigrazione recentemente esaminate in Parlamento e le leggi razziali del periodo fascista, «un obbrobrio e un orrore che va condannato e nulla ha a che vedere con le misure proposte».

«Ribadisco – ha sottolineato il ministro dell’Interno – che tutti gli interventi in materia di sicurezza e immigrazione sono costantemente condivisi con l’Unione europea, voglio dirlo ai cittadini. Accanto ai diritti di nuova generazione – ha proseguito - vanno tutelati anche i diritti di vecchia generazione, garantendo per tutti la piena attuazione del principio di legalità, ‘stella polare’ dell’azione di governo».

Proprio a questo, ha ricordato Maroni, sono chiamati i funzionari dello Stato formati dalla Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, che ha il compito e la responsabilità di formare oggi chi dovrà attuare sul territorio le riforme in atto. «L’auspicio è che la Scuola rimanga un punto d’eccellenza del sistema formativo pubblico», ha concluso il ministro, dichiarando ufficialmente aperto l’anno accademico 2009.

Tra i presenti all’inaugurazione, il capo di Gabinetto Giuseppe Procaccini, il capo del Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie Giuseppe Amoroso, dal quale dipende la Ssai, il capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali Angela Pria, il capo del Dipartimento della pubblica sicurezza Antonio Manganelli, il capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione Mario Morcone, il capo del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Francesco Paolo Tronca.

 

 





   
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