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Religioni e Stato
30.09.2011
Libertà religiose e di coscienza: se ne è discusso a Varsavia alla riunione dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani
'Libertà di pensiero, coscienza, religione e credo' è il tema affrontato nel corso della riunione annuale dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) che opera in ambito OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa).
La working session dedicata alla dimensione religiosa si è svolta il 27 settembre a Varsavia e vi ha preso parte, in rappresentanza del nostro Paese, un dirigente della Direzione centrale degli affari dei culti il quale ha rappresentato, nel suo intervento, il quadro normativo italiano relativo alla tutela del diritto alla libertà religiosa di cui in Italia godono anche le associazioni religiose non riconosciute.
Dal dibattito è emerso che l’ampiezza della libertà garantita dalla Costituzione italiana non è sempre pari in altri Paesi. Nell’occasione è stata descritta l’esperienza dell’Osservatorio delle politiche religiose, attivo presso la Direzione centrale degli affari dei culti che ha il compito di 'osservare' – attraverso le prefetture - le multiformi realtà dei culti diversi da quello cattolico, presenti sul territorio italiano. Scopo dell’Osservatorio è di approfondire i vari aspetti del fenomeno religioso e le sue delicate implicazioni, soprattutto in ordine ai temi dell’integrazione e del dialogo interreligioso.
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