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Religioni e Stato

13.12.2005

René Voillaume, il fratello universale che ha portato vita nei deserti del mondo



Ordinato sacerdote nel 1929, Renè Voillaume si consacrò all'eredità spirituale di de Foucauld. Il chicco caduto a terra nella solitudine aveva germinato una posterità.
L'8 settembre 1933 nella basilica parigina del Sacro Cuore a Montmartre, insieme a Guy Champenois, Marcel Boucher, Georges Gorrée e Marc Gerin, Voillaume dava inizio alla famiglia dei "Piccoli fratelli di Gesù", stabilendosi quindi con i suoi primi confratelli a El-Abiodh, nell'Algeria del Sud.

Il suo è  un cristianesimo che passa attraverso il deserto, povero tra i poveri. Alle fraternità nel Sahara, nel mondo musulmano, seguiranno quelle in altri "deserti", a partire dal mondo operaio in Francia (1947) e poi nei luoghi più abbandonati. I piccoli fratelli e le piccole sorelle, dispersi nei "deserti" del mondo, trovano nella preghiera il cuore della loro vita.

La biografia di Voillaume incrocia tutte le grandi problematiche del XX secolo, dal problema dei preti operai alla promozione del laicato, dalle crisi degli anni Cinquanta ai grandi fermenti conciliari. Voillaume offre il suo contributo a partire da una delle grandi svolte della storia della spiritualità contemporanea, quella rappresentata dal modello di semplicità e abbandono totale nelle mani di Dio messo in auge negli scritti e nella vita di santa Teresa del Bambino Gesù, il cui nome viene da Voillaume molto spesso accomunato a quello di fratel Charles.

È un'esperienza spirituale che passa attraverso tutte le crisi del Novecento: gli eredi di de Foucauld hanno tenuto fede alla loro identità profonda e l'hanno approfondita, vivendo "nel cuore delle masse", come recita il titolo di un fortunato volume di Voillaume. È un libro pubblicato in italiano nel 1963, divenuto un classico per più di una generazione. Vi si legge: "Una delle conquiste più importanti della cristianità contemporanea è infatti la sicura coscienza della possibilità di una totale santità nella vita del mondo" (1950). Tale via nel mondo si accompagna a una fede vissuta nella preghiera. Attraverso i piccoli fratelli e le piccole sorelle, si disegnava la via di cristiani e di religiosi che, in mezzo a tutti, non disperdono il segreto paradossale della loro vita. Padre Voillaume colpiva per questo suo essere pienamente "fratello universale". Egli resta uno dei grandi spiriti e "padri" del Novecento cristiano. Di lui si potrebbe dire quello che è stato scritto su de Foucauld: "ha fatto della sua religione un amore".





   
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