Vai al contenuto della pagina | Vai al menù di secondo livello
Home  |  Sicurezza  |  Le droghe

Le droghe

HASHISH - MARIJUANA - ALLUCINOGENI - AMFETAMINA - ECSTASY- CRACK - COCAINA - OPPIO - MORFINA - EROINA

STRUTTURE ADIBITE AD INTERVENTI DI CARATTERE PSICO-SOCIALE

 

 

HASHISH - MARIJUANA

MARIJUANA - Il tipo di prodotti presente sul mercato illecito varia ampiamente a seconda dei Paesi d´origine. La marijuana si presenta come un´erba di colore variabile (dal giallo, al verde pallido al marrone), priva di semi (kif e sinsemilla) o contenente grosse quantità di semi, foglie, gambi e steli. Le varietà ad alto contenuto di resina risultano appiccicose al tatto e, nella preparazione per lo spaccio, vengono compresse in piastre. Se invece le inflorescenze non sono ricche di resina, il materiale viene lasciato sciolto, non pressato; meno frequentemente viene arrotolato a forma di pannocchia di granturco o confezionato in piccoli involtini.

HASHISH - (resina di cannabis) - A seconda del tipo di procedimento di produzione, l´hashish si presenta sotto forma di bastoncini o di tavolette rettangolari o più raramente quadrate che possono variare di spessore, colore, odore e consistenza.

OLIO DI HASHISH - E´ il liquido estratto e concentrato sia dal materiale vegetale che dalla resina. L´olio che fornisce una soluzione verde è preparato dalla marijuana e quello che fornisce una soluzione marrone dalla resina.


Oggi si conoscono i principali meccanismi farmacologici che modulano l´azione della cannabis sull´organismo; infatti sono stati identificati i recettori cui si legano i tetraidrocannabinoli cioè i principi attivi contenuti nella canapa indiana. L´uso cronico di queste sostanze può portare a ridotta sensibilità dei recettori con squilibri nelle relazioni neurotrasmettitoriali: la sostanza naturale deputata a legarsi a questi recettori, una amide recentemente identificata, risulterà meno efficace e questo potrebbe spiegare la riduzione delle motivazioni e la perdita delle capacità di ottenere gratificazione dal vissuto quotidiano. Già da alcuni anni, ricerche farmacologiche hanno indicato che il THC può essere utile nel trattamento del glaucoma per la sua proprietà di ridurre la pressione del fondo oculare.

Sono stati condotti studi sulla possibilità di produrre un derivato sintetico del THC per la cura dell´asma bronchiale, anche se ulteriori ricerche hanno dimostrato che il tetraidrocannabinolo, pur dilatando le vie respiratorie, causano un´irritazione dei polmoni che mette in ombra ogni effetto benefico. La ricerca, infine, ha portato alla realizzazione ed uso di un prodotto che contiene THC per il controllo della nausea e del vomito provocati dalla chemioterapia per i tumori.

L´uso della cannabis accelera il battito cardiaco, in relazione alla quantità di THC contenuto nello spinello. Ricerche di laboratorio riferiscono che la cannabis somministrata ad animali ne sopprime il sistema immunitario, cioè la capacità del corpo a resistere alle infezioni e agli altri agenti nocivi come le cellule tumorali. Le ricerche dimostrano, infine, che il numero degli spermatozoi degli uomini giovani diminuisce in proporzione all´abuso di cannabis e che nello sperma di alcuni fumatori cronici si sono riscontrate anormalità. Quando si smette di fare uso della sostanza, il livello di testosterone (ormone sessuale maschile da cui dipende la produzione di spermatozoi) si rinormalizza.

Dopo un iniziale effetto euforizzante la cannabis produce perdita della memoria e della concentrazione, confusione mentale, difficoltà al pensiero astratto. Alla iniziale intensificazione delle percezioni sensoriali e dell´attenzione alle problematiche interne subentra in alcuni casi una modificazione dello stato emotivo, tristezza, tendenza all´isolamento, momenti di ansia interna fino ad una vera e propria ideazione paranoide. Da segnalare, in alcuni casi, sintomi psicotici che potrebbero essere non prodotti dalla cannabis ma soltanto messi allo scoperto. L´uso cronico della cannabis può avere, infine, un effetto detto "sindrome amotivazionale", la persona diventa "opaca", distratta, lenta nei movimenti, scarsamente motivata.

Sebbene non sia descritta una astinenza fisica vera e propria dalla cannabis, il soggetto ha difficoltà ad abbandonarla in modo definitivo: proprio la subdola condizione amotivazionale e la difficoltà ad esprimere e comunicare emozioni possono indurre la ricaduta. Sono pertanto consigliabili forme di supporto psicologico individuale e di gruppo.

ALLUCINOGENI

L.S.D. - (dietilamide dell´acido lisergico) - E´ uno dei più potenti allucinogeni conosciuti.E´ prodotto in laboratori clandestini in forme diverse, pillole, capsule, polvere e liquidi, e viene smerciato in zollette di zucchero, cartine, pezzetti di stoffa, nella colla dei francobolli, in carta assorbente, decalcomanie e figurine.

Negli anni 30-40 l´LSD fu usato sperimentalmente nel trattamento dei disordini mentali. Attualmente non esiste un uso medico dei farmaci allucinogeni. Nei primi 30 minuti dall´ingestione della sostanza si manifestano turbe prettamente neurovegetative consistenti in nausea, vertigini, tachicardia e midriasi.

Rapidamente rispetto all´assunzione, subentrano cambiamenti estremi dell´umore e della personalità: euforia ingiustificata o melanconia. Più tardi si presentano:

illusioni (impropriamente dette allucinazioni) cioè distorsioni delle percezioni soprattutto visive (gli oggetti appaiono a contorni indefiniti, come deformati da specchi concavi o convessi, i colori si susseguono senza tregua e compare il fenomeno della sinestesia suono-colore: ogni suono ed ogni brusio è percepito sotto forma di sensazione colorata);
modificazioni comportamentali con alternanza di stati di prostrazione e di eccitazione gioiosa;
disorientamento temporo-spaziale;
modificazioni dello stato di coscienza (sensazioni di modificazioni del proprio corpo, spesso diviso in due parti fisiche, di cui una è spettatrice dell´altra).

Dopo 8-12 ore dall´assunzione della sostanza, il soggetto riprende contatto con il mondo esterno e mostra la sua personalità abituale. Spesso permane un´astenia per 1-2 giorni. Questa esperienza descritta è spesso modificata da numerosi fattori: la dose, la personalità del soggetto, precedenti esperienze, ecc. 

Un effetto caratteristico dell´LSD è il "flashback": giorni, settimane, mesi dopo l´assunzione alcuni sintomi prodotti dalla sostanza possono ripresentarsi all´improvviso. E´ un´esperienza angosciosa che può scatenare in molti profonde depressioni e il terrore di impazzire.

Quando l´individuo ripete con una certa frequenza l´assunzione di LSD si instaura una forte dipendenza pschica. L´intensità delle alterazioni psichiche che compaiono rendono rapidamente precarie le possibilità di mantenere rapporti normali con il mondo esterno. Quando le assunzioni sono ravvicinate (ad esempio giornaliere) subentra infatti un quadro di dedizione (addittivo) nel quale l´allucinogeno e i suoi effetti sono l´elemento centrale della dinamica personale dell´individuo. Disturbi psicopatologici seri, generalmente analoghi a quelli delle psicosi acute deliranti-allucinatorie, dominano allora il quadro e possono coincidere con modificazioni gravi del comportamento. 

AmfetaminaAMFETAMINA - ECSTASY

AMFETAMINA - Le amfetamine provenienti dal mercato farmaceutico sono commerciate in forma di compresse, confetti, capsule e soluzioni. La produzione illecita fornisce soprattutto amfetamina in forma di polvere, di colore dal bianco al rosa, al giallo, al bruno, in relazione alle impurità e agli adulteranti presenti.

EcstasyECSTASY - o metilendiossimetamina (MDMA) - Viene preparata clandestinamente sotto forma di capsule, polveri e, per lo più, compresse colorate, con nomi e disegni originali ("mezzaluna" "cuorefreccia" "delfino" ecc.) che rappresentano la "griffa", il marchio d´autore ( designers drugs) che le contraddistingue sul mercato e ne indica i differenti effetti.

Le amfetamine come medicinali prescrivibili sono stati usati a scopo dimagrante, nella cura del morbo di Parkinson e nelle depressioni. Attualmente alcuni derivati amfetaminici sono utilizzati nel trattamento dei bambini iperattivi e nella narcolessia (una malattia che sconvolge i ritmi del sonno).
L´ecstasy è un brevetto antico che risale al secolo scorso; è stato tentato un suo utilizzo nell´esercito americano come siero della verità e in psichiatria nel tentativo di indurre maggiore capacità di autoanalisi: ogni uso medico è stato tuttavia abbandonato in relazione ai danni cerebrali che potrebbero essere prodotti. L´utilizzo del MDMA, se da un canto consente di essere estremamente più approfonditi nell´analizzare se stessi, dall´altro conduce ad una forma di interiorità ripetibile e meccanica.

Le amfetamine e i loro derivati hanno una caratteristica capacità di stimolare il sistema nervoso centrale: determinano ipertensione, accelerazione cardiaca, dilatazione delle pupille; incrementano temporaneamente l´energia dell´individuo e riducono l´appetito. L´ecstasy riduce la funzione di un neurotrasmettitore importante come la Serotonina, che è connessa con il benessere e la serenità dell´individuo.

Le conseguenze psichiche e comportamentali dell´impiego di questi farmaci assunti molto spesso in maniera saltuaria e in luoghi di aggregazione, includono, dopo un week-end di euforia, di attivazione e di socievolezza artificiale, una facilità alla disforia, al malumore, all´ostilità, protratte alterazioni della personalità, in alcuni casi vera e propria depressione e pensiero suicida, paranoia e isolamento; a volte l´induzione di inappetenza grave sino all´anoressia mentale che può persistere anche dopo la sospensione del farmaco.
L´ecstasy, dotata anche di effetti allucinogeni similmescalinici (distorsione delle percezioni sensoriali e della percezione della realtà), assunta spesso in combinazione con l´alcool etilico, risulta molto pericolosa soprattutto per i gravi disturbi dello stato di vigilanza che sembrano essere i responsabili di una triste serie di sciagure del traffico stradale che si verificano nelle ore notturne soprattutto in occasione dei fine settimana (le cosiddette "stragi del sabato sera"). L´impiego di ecstasy o altre amfetamine per un certo numero di mesi durante il week-end, può condurre ad un forte legame psichico. Il soggetto diventa incapace di provare le "normali soddisfazioni" prodotte dalle relazioni interpersonali dalle attività ricreative e dal proprio mondo psichico: gli pare che senza pastiglie le cose non abbiano alcun colore.

Per gli amfetaminici è presente tolleranza e dipendenza. La sospensione brusca dell´assunzione nei soggetti che utilizzano le amfetamine quotidianamente provoca una sintomatologia di tipo astinenziale che consta di disturbi fisici, quali cefalea, sudorazione profusa, palpitazioni, vertigini, crampi muscolari, disturbi vasomotori ed effetti spiacevoli, in gergo denominati crasi, rappresentati da ansietà, tremori, irritabilità, disturbi del sonno, affaticamento, depressione e isolamento sociale. Alla cessazione degli effetti stimolanti insorge, pertanto, un desiderio incoercibile di assumere la sostanza allo scopo di porre fine alla sindrome astinenziale.

Di solito chi fa uso di sostanze allucinogene non si considera un tossicodipendente e pertanto non ritiene utile intraprendere trattamenti terapeutici. Per chi ha familiarizzato con le amfetamine e ecstasy è molto importante capire a fondo gli aspetti psichici che sostengono le aspettative rivolte al farmaco. Quei consumatori abituali che incominciano a rivolgersi ai Sert e alle strutture di recupero tendono a differenziarsi dagli assuntori di droghe pesanti non identificandosi nelle medesime problematiche. Una successiva terapia psicologica è efficace se associata, in qualche caso, a terapia farmacologica che riattivi le funzioni dei sistemi neurotrasmettitoriali alterati.

CRACK - COCAINA

COCAINA - Si presenta come una polvere bianca o biancastra, fine, con odore caratteristico. Nella preparazione per lo spaccio, la cocaina viene addizionata con sostanze diverse: anestetici locali,carboidrati e zuccheri (lattosio, glucosio, mannitolo), anch´esse polveri fini, bianche e asciutte che non ne mutano l´aspetto.

CRACK - E´ cocaina base libera, è di aspetto simile a pezzetti di stucco o a scaglie di sapone ed è riconoscibile dalla cocaina in quanto la sua soluzione acquosa dà una reazione alcalina al tornasole o ad altri indicatori del PH.

PASTA DI COCA - Si presenta come una polvere biancastra o color crema, umida, non troppo fine, spesso contenente aggregati. Se quest´ultimi non sono cristallini si rompono ad una leggera pressione. La pasta di coca ha un odore caratteristico.


In campo medico la cocaina è stata usata come anestetico locale della cute e delle mucose (una piccola quantità di campione contenente cocaina messa sulla punta della lingua provoca una particolare ed inconfondibile insensibilità, che comincia dopo meno di un minuto e permane per parecchi minuti). Tuttavia il suo impiego oggi è piuttosto limitato, in quanto può risultare molto tossica e generare tossicomania. La cocaina fa aumentare la pressione sanguinia e accelera la frequenza cardiaca, in casi estremi si può giungere a gravi aritmie o all´infarto del miocardio.
Gli alcaloidi contenuti nelle foglie di coca, inoltre, agiscono sulle terminazioni nervose interferendo con il metabolismo della Dopamina; questo neurotrasmettitore è coinvolto nella capacità di concentrazione, nella percezione delle gratificazioni e nell´attivazione dell´individuo.
L´uso massiccio e prolungato della coca comporta nel soggetto (cocainomane cronico) l´insorgere delle seguenti caratteristiche: colorito pallido, occhi incavati, tremore alle estremità degli arti e delle labbra, pupille dilatate, stato di dimagrimento, insonnia alternata a sonnolenza, incubi ed allucinazioni, inedia.

Da sempre considerata fra le sostanze stupefacenti, la cocaina è una sostanza stimolante del sistema nervoso centrale. Nella fase iniziale la cocaina sembra aumentare le capacità di lavoro, le performance sessuali e la concretezza, rende apparentemente loquaci ed espansivi. Durante l´impiego cronico induce aggressività, malumore, perdita del controllo, disturbi psichici. Gli effetti desiderati si raggiungono solo aumentando le dosi, mentre, d´altro canto, a dosi più ridotte si verificano già gli effetti negativi. Tali modificazioni della risposta del sistema nervoso centrale alla cocaina viene definita tolleranza inversa: si và sempre riducendo il margine di maneggevolezza che il consumatore credeva di poter gestire; insieme con gli effetti attesi compaiono in modo preponderante i disturbi della sfera psichica.

La cocaina da una intensa dipendenza ed è considerata un farmaco che suscita "dedizione" per eccellenza. Solitamente i soggetti che ne interrompono l´uso mostrano, in genere, alterazioni della sfera psichica. Infatti, la situazione emozionale turbata e la penosa sensazione di inadeguatezza che seguono a distanza di poche ore il primitivo stato di euforia, spingono il soggetto a perseverare nell´uso della sostanza, ovvero a combattere con narcotici gli effetti sgradevoli derivati.

Uscire dalla dipendenza della cocaina è molto difficile e penoso: il soggetto passa attraverso un periodo di grave depressione, durante il quale perde ogni energia, è inappetente, soffre di insonnia e non è raro che sia preda di manie di persecuzione, sentimenti suicidi e vere e proprie psicosi.
Risulta pertanto indispensabile che il processo di disintossicazione venga supportato da terapie di sostegno a carattere psicologico oltre che farmacologico. 

OppioOPPIO - MORFINA - EROINA

OPPIO - Quando è fresco, si presenta in grumi resinosi di colore bruno (dal caffelatte al nero), di sapore amaro e di odore acre, leggermente ammoniacale. La consistenza è variabile; con il tempo l´oppio diventa fragile e duro.

EROINA - Si prepara per via sintetica, trattando la morfina estratta dall´oppio con anidride acetica. In generale si presenta come una polvere finissima di colore bianco, bruno o rossastro, a seconda della purezza. Può avere odore di acido acetico.

MORFINA - E´ il principale alcaloide dell´oppio; si presenta come una polvere bianca o giallastra, granulare, fioccosa o in cubetti di circa gr.0,3 grandi come mezza zolletta di zucchero. Conserva l´odore caratteristico dell´oppio e si altera sensibilmente in seguito all´esposizione all´umidità e alla luce.


MorfinaLa morfina e gli altri alcaloidi dell´oppio sono usati in campo medico per cercare sollievo dal dolore originato da qualsiasi parte del corpo. La morfina è frequentemente impiegata come analgesico della colica biliare o renale. E´ parimenti indicata per alleviare il dolore causato da occlusione vascolare acuta (periferica o coronarica), per le pleuriti e pericardite dolorose, per il pneumotorace spontaneo. Ne richiede frequentamente l´uso il dolore traumatico causato da fratture, bruciature, ecc. e la sua azione risulta decisiva nell´asma cardiaca e nell´edema polmonare.
La codeina, alcaloide dell´oppio, viene impiegata per calmare la tosse secca, irritante e dolorosa. L´uso degli alcaloidi morfinici, inoltre, può rendersi necessario nei soggetti con dolore da neoplasie, o altre malattie croniche senza speranza, laddove gli analgesici non stupefacenti non diano più sollievo.

Gli oppiodi, oltre a svolgere un´azione analgesica, inibiscono le funzioni dei centri della respirazione e della tosse, deprimendo così la ventilazione polmonare, tanto che gran parte dei decessi da overdose di eroina è determinata da insufficienza respiratoria. L´assunzione di oppioidi inoltre inibisce la liberazione di sostanze prodotte dall´ipotalamo, attraverso le quali il cervello controlla e dirige le funzioni dell´ipofisi, provocando uno scompenso degli equilibri ormonali, in special modo dell´apparato riproduttivo.
Notevole è anche l´azione a livello gastro intestinale: le sostanze oppiacee ritardano infatti i processi digestivi e deprimono la motilità intestinale. L´assunzione endovenosa di eroina provoca una sensazione di benessere e di estraneazione dall´ambiente, dalle relazioni e dai problemi connessi ed è accompagnata da prurito, restringimento delle pupille, riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Segue un rallentamento dei processi ideo-motori ed uno stato di sonnolenza. In dosi elevate o in condizioni di ipersensibilità si giunge alla depressione del sistema nervoso centrale.

EroinaGli oppiacei-narcotici modificano le percezioni sensoriali del soggetto assuntore il quale, effettivamente distaccato dal mondo circostante, ha la sensazione di essere "altrove", e provocano interferenze sulla memoria e nel campo dell´immaginazione e la perdita del normale ritmo veglia-sonno e delle sensazioni elementari di fame, freddo, caldo. Dopo l´interruzione della sostanza sopravviene una serie di sensazioni sgradevoli e dolorose che, nell´assuntore abituale si esaltano in manifestazione clamorose , riassunte sotto il nome di crisi di astinenza.

L´uso cronico degli oppioidi porta i neuroni dei sistemi regolati dalle endorfine a delegare alla droga le funzioni di controllo. Essi divengono di fatto incapaci di agire senza la presenza di sostanza tossica. Ciò comporta una progressiva riduzione di risposta alla droga e una necessità di continuo apporto esterno di oppioidi per permettere il normale funzionamento dei sistemi endorfinici, cioè la dipendenza fisica. Per tale ragione la brusca interruzione dell´uso prolungato di sostanze oppiacee (20-25 mg. di sostanza attiva al giorno per quattro settimane) provoca l´insorgere della crisi di astinenza. 

Con il termine "sindrome di astinenza" possono intendersi due distinti momenti, l´uno che costituisce essenza fisica dell´astinenza e l´altro che, legato alla dipendenza psicologica dalla pratica tossicomanica, costituisce il periodo più sensibile alla ricaduta. SINTOMATOLOGIA FISICA: la fase dell´astinenza è caratterizzata dalla comparsa in successione di sintomi soggettivi (ansia, irrequietezza, insonnia, brividi, artromialgie, nausea, dolori addominali, vampate di calore) ed oggettivi (vomito, diarrea, lacrimazione, rinorrea, tremore, dispnea, sudorazione, sbadigli incontrollati, tachicardia, aumento dei valori pressori sistolici, febbre, midriasi evidente).

La prevenzione farmacologica ha lo scopo di rendere ottimali la diagnosi e la terapia della malattia da eroina, attraverso la somministrazione dei seguenti farmaci:

il nalaxone, un antagonista della morfina posto in vendita con il nome commerciale di NARCAN che, iniettato nella dose di 0,4 mg. per via endovenosa ad un soggetto tossicodipendente da oppioidi, può sviluppare una sindrome di astinenza ed è capace di salvare dall´overdose. L´interruzzione della dipendenza fisica rappresenta la condizione fondamentale per lo sviluppo di successivi interventi con o senza farmaci;
la clonidina, posta in vendita in compresse col nome di CATAPRESAN, utile nella terapia della sindrome di astinenza;
il metadone, adoperato sia nella detossificazione rapida in regime ospedaliero, con diminuzione progressiva della dose, in un arco di tempo inferiore a 21 giorni, sia nella terapia a lungo termine;
il naltrexone, farmaco disegnato quasi specificamente per combattere la recidiva da eroinopatia è riservato ad un successivo intervento sul tossicodipendente, una volta che è stato detossificato e risulta una assoluta negatività di risposta al test diagnostico con il nalaxone.

STRUTTURE ADIBITE AD INTERVENTI DI CARATTERE PSICO-SOCIALE

SERT (Servizio per le tossicodipendenze) costituiscono le strutture di riferimento delle U.U.S.S.L.L. per i tossicodipendenti e per le loro famiglie, garantiscono agli interessati la riservatezza degli interventi ed assicurano i principali trattamenti di carattere psicologico, socio-riabilitativo e medico-farmacologico;

CENTRI DI ACCOGLIENZA ED ORIENTAMENTO, nei quali si effettua un lavoro di responsabilizzazione e di orientamento dell´utente verso le soluzioni terapeutiche più idonee;

COMUNITA´ TERAPEUTICHE, strutture di tipo residenziale o semiresidenziale che offrono la presa in carico integrale del tossicodipendente ed un percorso di recupero che termina allorchè il soggetto dimostri a se stesso e agli altri la sua capacità di autonomia e di "rientro" nella società;

CENTRI DI REINSERIMENTO, aventi scopi ed obiettivi diversi che vanno dal produrre informazioni ed attivare gruppi di auto-aiuto, all´attuazione di veri e propri progetti terapeutici per tossicodipendenti seguendo vari orientamenti;

UNITA´ DI STRADA, strutture mobili (in genere camper) che operano sul territorio in maniera attiva, allo scopo di favorire la conoscenza del tossicodipendente sulle modalità di trasmissione dell´HIV e attuare interventi preventivi. Sono composti da due o più operatori, in genere almeno uno ex tossicodipendente, ed offrono materiale informativo, siringhe sterili, ipoclorito di sodio, profilattici.


Icona Invia | Invia Icona Stampa | Stampa
Ministero dell'Interno