Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (N.O.C.S.) - Origini e storia del reparto
Nel 1975, in piena emergenza terrorismo, si decise di creare un reparto di intervento speciale della Polizia di Stato, chiamato N.O.C.S. (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) prima inserito nella 4^ Divisione dell´U.C.I.G.O.S. e da qualche anno alle dirette dipendenze del Direttore dell´Ufficio, per operazioni antiterrorismo ad alto rischio in supporto alle Divisioni Investigative dell´U.C.I.G.O.S. e alle Digos locali.
Per quattro anni il N.O.C.S. effettuò numerose irruzioni e contribuì alla cattura di numerosissimi esponenti di Prima Linea, dei Nuclei Armati Rivoluzionari e delle Brigate Rosse.
Nel 1982 il N.O.C.S. diviene protagonista sulla scena internazionale, grazie al blitz che permette di liberare a Padova il Generale americano Dozier, sequestrato dalle Brigate Rosse. Detto intervento costituisce l´atto finale di una lunga e complessa attività investigativa condotta dalle Digos e coordinata dall´Ufficio Centrale. L´operazione, conclusasi senza spargimento di sangue, ebbe un´immediata e positiva ricaduta sull´immagine dell´Italia e della Polizia di Stato; in proposito, ricordiamo ancora la frase "wonderful Police" pronunciata dal generale statunitense nei momenti successivi alla sua liberazione.
Gli anni che vanno dal 1983 al 1986 sono dedicati ad una riorganizzazione strutturale dell´Unità. Dal 1987 ad oggi il N.O.C.S. è stato infatti sempre più impegnato in attività di supporto anche ad Uffici anticrimine, nonché nel delicato compito delle protezioni di personaggi, spesso stranieri, eccezionalmente esposti sotto il profilo della sicurezza.
Nel luglio del 1989 gli operatori del Nucleo vengono impiegati durante le ultime fasi del rapimento dell´industriale Dante Belardinelli. Nel frangente il N.O.C.S. si trova costretto ad ingaggiare i rapitori in un difficile confronto notturno in autostrada, il cui esito, per alcuni versi drammatico essendo sfociato in un conflitto a fuoco, consente l´individuazione e la successiva liberazione del sequestrato.
Nel 1991 il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza concorre attivamente nella liberazione del piccolo Augusto De Megni, figlio di un noto imprenditore di Perugia. Si è trattato della finalizzazione operativa di una articolata attività di indagine condotta dal Servizio Centrale Operativo (S.C.O.) della Polizia Criminale.
Gli interventi ad alto rischio si sono nel frattempo succeduti, in alcuni casi con ritmo incalzante, testimoniando, in ogni frangente, gli alti livelli di professionalità raggiunti dal personale del N.O.C.S. e le non comuni doti di abnegazione e coraggio, che le operazioni in questione inevitabilmente impongono.
In tale contesto non può essere dimenticato l´estremo sacrificio dell´Ispettore Samuele Donatoni che la sera del 17 ottobre 1997, durante le delicate fasi operative connesse alla individuazione del covo ove i rapitori tenevano rinchiuso l´imprenditore Soffiantini, nel corso di un tragico conflitto a fuoco, venne attinto mortalmente da una serie di colpi sparati dai banditi con un fucile mitragliatore.
Nella notte del 20 ottobre successivo, sempre personale del NOCS, a seguito di un inseguimento a bordo di auto, sfociato anche in questo caso in un conflitto a fuoco, riuscì a catturare i responsabili dell´assassinio del collega, costringendo gli altri componenti del gruppo criminale a spostare il sequestrato ed agevolandone così la definitiva liberazione, avvenuta tempo dopo.






